Organizzato in cinque sezioni, il percorso di visita inizia con le testimonianze storiche del rapporto tra Felino ed il suo prodotto-simbolo, senza tralasciare la storia del famoso maiale nero parmigiano.
La seconda sezione, dedicata alla gastronomia e collocata non a caso negli affascinanti ambienti delle cucine, utilizza copie di dipinti per presentare l'impiego gastronomico del salame a Parma. Viene, inoltre, documentato un singolare esempio di integrazione tra produzione e consumo in una azienda agricola dei Gesuiti.
Si prosegue nella sala grande, dove si trova la sezione relativa a norcineria e produzione casalinga dell’insaccato, con la presentazione video di sequenze fotografiche che raccontano tutte le fasi del rito "dell’ammazzata" e di ciò che ne consegue.
Ancora, un’ampia rassegna di oggetti appartenuti ai norcini e alle famiglie contadine a corredo della sezione, tra i quali in particolare un "mantello del norcino".
La sala successiva presenta la tecnologia di produzione, rappresentandone le caratteristiche salienti dalle origini al periodo pre-industriale, fino alla tecnologia attuale con la "carta d’identità" del prodotto odierno; al centro della sala troneggia una grande macchina insaccatrice da salami.
Una sezione riservata alla commercializzazione presenta la documentazione relativa alla vendita del salame di Felino a partire dal Settecento.
L’ultima sala è destinata alla visione del video del Museo, che presenta momenti rievocativi dell’antica tecnica di produzione seguiti da una sequenza sulla produzione odierna.
Una piccola sezione raccoglie infine le curiosità, tra le quali la storia del Du Tillot, primo ministro del Duca di Parma e marchese di Felino.