Cultura dei prodotti tipici e territorio: queste le chiavi di volta del progetto “Musei del Cibo” voluto dall’Amministrazione Provinciale di Parma e coordinato dagli Assessorati all’Agricoltura e al Turismo. Nati dopo un attento percorso progettuale intrapreso a partire dal 1999, sono oggi organizzati in una Associazione culturale.
Parma, Food Valley italiana, vanta prodotti tipici d’eccellenza, frutto di tradizioni ed esperienze secolari e campioni di qualità gastronomica. E questa ricchezza merita di essere conosciuta, oltre che sulla tavola, anche dal punto di vista storico, culturale e turistico. È così maturata l’idea di progettare e realizzare una rete di Musei, strategicamente inseriti nel territorio, dedicati a “raccontare” il formaggio Parmigiano-Reggiano, i Salumi tipici - Prosciutto, Culatello, Salame, Spalla, Coppa, … - ed il Pomodoro, che, oriundo dalle Americhe, ha trovato a Parma una delle aree di elezione per la sua coltivazione e trasformazione.
Lo stretto rapporto con il territorio rappresenta un aspetto strategico del progetto. È infatti una delle caratteristiche peculiari della “tipicità” e costituisce un elemento significativo di promozione e valorizzazione turistica.
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| G.Venturini, Lavorazione del pomodoro a Parma, 1937 |
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I Musei del Cibo vengono così ad inserirsi in maniera naturale nei percorsi eno-gastronomici varati dall’Amministrazione Provinciale, e vanno ad arricchire ulteriormente aree già punteggiate da emergenze paesistiche, storiche ed artistiche di rilievo: il Museo del Parmigiano-Reggiano ha sede nello storico Casello ottocentesco che sorge all’ombra della Rocca Meli-Lupi di Soragna, in un’area ricca di castelli e di ricordi verdiani; il Museo dei Salumi tipici sorge a Langhirano, nell’ex Foro Boario, in una zona fortemente caratterizzata dalla lavorazione delle carni suine e dalla stagionatura; il Museo del Pomodoro è ospitato a Giarola, nel comune di Collecchio, all’interno di una monumentale corte agricola Benedettina del XIII secolo, da sempre deputata alla produzione agricola, all’allevamento del bestiame e – in tempi a noi più prossimi - alla trasformazione industriale del pomodoro, posta a ridosso del corso del fiume Taro e sede dell’omonimo Parco Regionale, importante area protetta per le emergenze naturalistiche, ubicata nei pressi dell’altro, importante Parco storico dei Boschi di Carrega e lungo la direttrice della Via Francigena, ricca di memorie e monumenti dell’epoca medievale.
Dopo un anno di studi, ricerche e approfondimenti condotti da un Gruppo di Lavoro che metteva “a fuoco” le dinamiche del progetto, il 24 gennaio 2001 veniva costituito il Comitato Promotore dei Musei del Cibo, cui aderivano, oltre all’Amministrazione Provinciale, i Comuni di Soragna, Langhirano e Collecchio, interessati dagli interventi, i Consorzi di tutela dei Prodotti Tipici, (Consorzio del Parmigiano-Reggiano; Consorzio del Prosciutto di Parma; Consorzio del Culatello di Zibello), la Camera di Commercio di Parma e le Associazioni economiche di categoria (CNA, GIA, APLA, API, ASCOM, Confesercenti, Confederazione Italiana Agricoltori, Federazione Provinciale Coldiretti, Unione Provinciale Agricoltori).
Il Comitato Promotore a sua volta, nominava un apposito Comitato Scientifico incaricato di stendere i progetti culturali, attuativi e di valorizzazione dei Musei, così da giungere entro l’anno alla fase esecutiva, mentre la SOPRIP (Società Parmense Insediamenti Produttivi) svolgeva un’indagine sulle modalità di gestione dei Musei e sulle potenzialità turistiche del circuito.
La valorizzazione culturale dei prodotti tipici che hanno reso famosa ed apprezzata nel mondo l’immagine di Parma avrebbe trovato nei Musei del Cibo un luogo privilegiato di approfondimento: la tradizione storica del prodotto, i documenti, le macchine e gli attrezzi per la lavorazione e per la comprensione dell’intero “processo”, le immagini della comunicazione, fino all’assaggio del prodotto stesso avrebbero costituito gli elementi caratterizzanti degli allestimenti espositivi.
Parallelamente nasceva una serie di iniziative “Verso i Musei del Cibo”, tese ad approfondire, attraverso esposizioni e giornate di studio, singoli temi o aspetti.
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| G.Venturini, I salumi tipici del territorio parmense, 1937 |
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Venivano così organizzati:
· Il 17 giugno 2000 “Rosso Parma – Il Pomodoro dalle origini ad oggi”, giornata dedicata al Pomodoro a Parma, a Palazzo Soragna, presso la sede dell’Unione Parmense degli Industriali, dove veniva parallelamente allestita una mostra documentaria;
· Il 1 settembre 2001 “Dolce Parma – Prosciutto e salumi parmigiani dalle origini ad oggi” presso il Castello di Felino con la mostra collaterale “Porco Mondo” tenutasi nella “Sala dei Tartari” del Municipio nel contesto della Festa settembrina del prosciutto a Langhirano;
· Il 7 settembre 2002 “Parma in forma – Il Parmigiano-Reggiano tra storia e attualità” al Castello di Montechiarugolo.
Parallelamente il Comitato promotore, autotassandosi, finanziava la stesura dei progetti preliminari di attuazione, affidati a noti professionisti locali del settore, mentre il Comitato Scientifico elaborava, in stretto rapporto con i progettisti, i percorsi espositivi dei singoli Musei.
Grazie al finanziamento della Comunità Europea, della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Parma, dei Comuni coinvolti e delle Fondazioni Bancarie locali – Fondazione Cariparma e Fondazione Monte Parma – era possibile dare l’avvio ai lavori di restauro degli immobili, di proprietà pubblica (Langhirano, Collecchio) o affidati in comodato ad un ente pubblico (Soragna).
All’interno del Comitato Scientifico venivano identificati i curatori incaricati al progetto dei singoli Musei, iniziava la ricerca dei materiali, il lavoro di documentazione, le campagne fotografiche sul campo, mentre si lavorava alla comunicazione integrata (Marchi, sistema di comunicazione, Sito internet, eventi, …).
Mentre il Comitato promotore il 29 ottobre 2003 si scioglieva, avendo raggiunto i propri obiettivi, veniva contestualmente costituita, con gli stessi attori, la neonata “Associazione dei Musei del Cibo della Provincia di Parma” incaricata della gestione del patrimonio museografico.
Intanto fervevano i lavori. Nel giugno del 2003 si erano conclusi gli interventi di restauro dell’antico Casello, ed iniziava l’allestimento. A Langhirano giungevano a termine, nel novembre, i complessi lavori di ristrutturazione del Foro Boario, permettendo così l’inizio dell’allestimento museale nel corso dell’inverno, finalizzato all’apertura nella primavera 2004. Alla corte di Giarola il primo stralcio dei lavori di ristrutturazione, poteva, invece, partire solo nel 2004.
Il 29 novembre 2003 veniva ufficialmente inaugurato e aperto al pubblico, a Soragna, il Museo del Parmigiano-Reggiano.
Il 2 maggio 2004 veniva ufficialmente inaugurato e aperto al pubblico, a Langhirano, il Museo del Prosciutto e dei Salumi parmigiani.
Il 28 ottobre 2004 veniva ufficialmente inaugurato e aperto al pubblico, a Felino, il Museo del Salame.