Il punto di partenza del percorso può essere il casello autostradale di Fidenza dell’A1. All’uscita si trova il grande svincolo che porta da un lato al centro città, caratterizzato dalla cattedrale romanica, dall’altro al complesso commerciale. Seguendo le indicazioni per Soragna, in direzione Nord, in poco più di dieci chilometri si giunge nei pressi della cittadina. Oltrepassato il quartiere industriale, Soragna si presenta adagiata sulla campagna, raccolta attorno alla Rocca: un panorama d’altri tempi! Le forti radici storiche del Borgo sono legate a doppio filo con le vicende della famiglia dei principi Meli Lupi, che ancor oggi è proprietaria e vive nella Rocca seicentesca, visitabile dal pubblico. I Principi Meli Lupi governarono il piccolo ma fertile feudo, ponendo particolare attenzione allo sviluppo delle risorse agricole, del commercio e dell’artigianato.
E qui, nel bel caseificio circolare della corte Castellazzi, una delle più belle pertinenze del castello, ha trovato sede il Museo del Parmigiano Reggiano. Il percorso espositivo si snoda seguendo spazi ben definiti, dedicati alla storia del prodotto, alla presentazione della filiera produttiva del latte, alle tecniche ed alle attrezzature usate per la cottura, la cagliatura e la stagionatura. La parte finale illustra invece l’immagine del Parmigiano Reggiano nella storia, la tutela della sua denominazione, i tentativi di plagio e infine la visita si chiude al museum-shop, dove è possibile la degustazione, l’acquisto di kit, pubblicazioni e oggetti da cucina. Usciti dal museo, dopo un assaggio di un ottimo Parmigiano di annata, si riprende il percorso attraverso le aree a maggior vocazione produttiva di formaggio. Sono decine i caseifici della zona, la maggior parte dei quali effettua anche vendita diretta e il paesaggio che vi circonda è completamente legato alla produzione di latte: ai campi di erba medica si alternano le produzioni cerealicole. In particolare l’orientamento e la particolare livellatura delle terre con pendenze diverse ai due lati delle strade e la lievissima forma a cupola, si deve alla paziente opera dei monaci medievali, che per primi organizzarono la produzione di formaggio grana.
Bastano dieci minuti per raggiungere Fontanellato da Soragna. Il borgo è fortificato (si consiglia il parcheggio esterno) e la Rocca si erge al centro, circondata da un ampio fossato d’acqua. Considerate almeno un paio d’ore per la visita. Si parte dal piano terra, dove si trova uno dei capolavori del manierismo italiano, la saletta dipinta dal Parmigianino nel 1524 raffigurante il mito di Diana e Atteone. Ancora intatto è l’appartamento nobile dei Sanvitale, con mobili e suppellettili d’epoca, i ritratti di diversi esponenti della famiglia, gli affreschi e quadri di Felice Boselli. E, come i castellani di un tempo, dalla Camera ottica, grazie ad un ingegnoso sistema di lenti e di prismi, si può ancora curiosare, stando segretamente nascosti, sulla vita della piazza. Il borgo di Fontanellato ospita poi ogni fine settimana mercatini settoriali, dall’antiquariato, alle produzioni biologiche, che richiamano numerosi visitatori anche da altre regioni.
A Fontevivo, poco oltre Fontanellato, incontrerete la più importante Abbazia Cistercense della zona, centro delle opere di bonifica medievale. Fate una sosta, visitate la chiesa romanica (che conserva una bella statua della Vergine attribuita a BenedettoAntelami (XII secolo) e la lastra tombale di un cavaliere templare), attraversate il chiostro (dove si trovano spazi pubblici, un ristorante e un albergo) e uscite dalla parte posteriore. Sarete in campagna aperta e per un attimo potrete immaginarvi nei panni di un monaco medievale.