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La romana Fidentia Julia, tra il IX e il X secolo diviene Borgo San Donnino, in onore del suo santo martire protettore a cui è anche dedicata la cattedrale, denominazione che viene mantenuta fino al 1927.

All'antico centro della città si accede ancora oggi da Porta San Donnino, realizzata nel 1364, che apre la visuale sul Duomo, una delle più significative testimonianze del romanico padano. Il classico tetto a capanna suggerisce la ripartizione interna a tre navate. La facciata, racchiusa tra due alte torri, è percorsa da un bassorilievo che raffigura episodi dell'infanzia di Cristo e della vita di San Donnino. Altri protagonisti di queste sculture sono proprio i pellegrini, in cammino verso i luoghi santi.
Il complesso venne progettato dalla scuola di Benedetto Antelami, del quale si rinvengono interventi diretti nelle sculture della facciata e nel gruppo della Madonna in trono con Bambino, oggi ospitato nella cripta della stessa cattedrale, nella quale si trova anche un sarcofago di epoca romana che fu utilizzato per custodire le spoglie del Martire Donnino. Attualmente le reliquie del Santo si trovano nell'arca marmorea posta sul lato destro della cripta. Importanti testimonianze artistiche e di fede si trovano nel Museo Diocesano inaugurato nel 1999 nel contiguo Palazzo Vescovile, il cui percorso si snoda anche nei suggestivi matronei del Duomo.

Proseguendo dal Duomo verso Piazza Gioberti, si incontra la seicentesca chiesa di San Pietro e giunti in piazza Giuseppe Verdi, il Teatro Gerolamo Magnani.

 

 

 

 

 

 

Il teatro sorge sull'area dell'antico convento di San Francesco, di cui è ancora riconoscibile qualche lacerto su un lato dell'edificio. Inaugurato nel 1861, dopo quasi 50 anni di alacri lavori dell'architetto a cui lo stesso teatro è dedicato, autore dei meravigliosi stucchi dorati che decorano la sala.

 

Nella centralissima Piazza Garibaldi campeggia il Palazzo Comunale, edificio gotico in cui sono ancora presenti gli ornati caratteristici, come gli smerli della facciata e le arcate a sesto acuto del porticato.

Oltrepassando Piazza Garibaldi, su Via Berenini si trova la cinquecentesca chiesa di San Michele, riedificata sulle rovine del distrutto oratorio trecentesco di Sant'Agata. La chiesa, con pianta a croce greca, non presenta l'originale facciata, completamente rifatta nel 1893. Accanto, la chiesa barocca della Vergine Madre, con navata unica e cupola a tamburo.

All'interno del settecentesco Palazzo delle Orsoline sono allestiti il Museo del Risorgimento "Luigi Musini", nel quale sono conservati i cimeli e i documenti riguardanti la provincia di Parma, dal periodo della rivoluzione francese al secondo dopoguerra, e il Museo dei Fossili dello Stirone che espone un'ampia collezione in grado di documentare la storia geologica dell'appennino parmense.
Lasciando Fidenza e procedendo lungo la statale Emilia, per svoltare poco prima di Ponte Taro in direzione Sud, si arriva a Noceto.


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created: 04/07/2003
modified: 25/08/2003
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