[1184]
I chierici Giglio e Rolando, quali investiti del beneficio dell'altare di Sant’Agnese nella sottoconfessione della nostra basilica cattedrale, diedero a livello ai fratelli Lanfranco e Ubaldo un podere di 45 bifolche, nove sestari e 12 tavole, per l'annua prestazione di 4 soldi imperiali, 4 polli, 4 focacce ed una spalla...
Atto dell'8 luglio1184, Ms. in ASPR, cit. in G.M. ALLODI, Serie cronologica dei Vescovi di Parma. Parma, 1856, vol. I, p. 309.
[1761]
Né te, Parma gentil, in un cantone
Deggio lasciar, cui celebrar cotanto
Arrigo, Sansovin, Livio, e Strabone.
Me la perdoni quel famoso, e santo
Della natura imitator Correggio,
Se lo passo in silenzio in questo Canto;
La gloria sua, la tua grandezza io veggio,
Ma questa volta, alma Cittade eletta,
Tentar di lode altro cammino io deggio;
Che la mia rima è a celebrar costretta
Del mio Campione (Il porco) altro novel portento
Tua Bondiola ammiranda, e tua Spalletta.
Giuseppe Ferrari, Gli elogi del porco, Modena, 1761.
[1840]
A Parma: formaggio famoso detto di Parma, Prosciutto eccellente, Spalla di San Secondo cotta nel vino con cannella ed altre spezie, la Bondiola, salume non meno considerato a Parma che la mortadella a Bologna. Buoni pesci del Po, trote dei quattro torrenti del ducato di Parma. Meloni e funghi in abbondanza, a buon prezzo.
M. Valery, L’Italie confortable, Paris, 1840.