Museo e scuola in dialogo 2012

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Si è concluso con una festa il progetto svolto da musei e scuole della Bassa Parmense nell’anno scolastico 2011-2012

Musei e Scuola in dialogo – Il pomeriggio di presentazione nel cortile del Museo del Parmigiano Reggiano

Il 26 maggio 2012 il Museo del Parmigiano Reggiano di Soragna ha ospitato la manifestazione conclusiva del progetto “Museo e scuola in dialogo, per raccontare il territorio”, svolto nell’anno scolastico 2011-2012 insieme al Museo del Mondo Piccolo di Fontanelle e a 20 classi appartenenti agli Istituti Comprensivi della Bassa Parmense (IC di Fontanellato, San Secondo, Busseto), dalla Scuola dell’infanzia alla Scuola secondaria di primo grado.

Il progetto, coordinato da Mario Calidoni, esperto di educazione al patrimonio e rappresentante del Sistema Museale della provincia di Parma, ha voluto avvicinare le scuole di prossimità alle due istituzioni museali, in un lavoro di ricerca e studio del proprio territorio realizzato in prima persona dai bambini e dai ragazzi. Alla fine dei percorsi svolti, le classi hanno realizzato delle installazioni da esporre nei musei, in una sorta di mostra temporanea che si è affiancata all’allestimento museale permanente.

Musei e Scuola in dialogo – Mario Calidoni illustra il progetto ai ragazzi nel cortile del Museo del Parmigiano Reggiano

A Soragna, sono state due le installazioni pensate dalle scuole per il Museo del Parmigiano Reggiano, che rimarranno esposte fino ad ottobre 2012.

“ La via del formaggio” della classe 2^B della Scuola primaria di Fontanellato (insegnanti Anita Capelli, Marcella Ronchini e Francesca Casella).

Un libro pop-up creato dai bambini che illustra le quattro fasi principali della produzione del Parmigiano Reggiano; ogni bambino è raffigurato nell’ultimo quadro del libro, girato di spalle mentre osserva le forme nelle grandi scaffalature di stagionatura.

Scheda installazione 1

Bontà avvolta in un telo di lino” delle classi 5^A e 5^B della Scuola Primaria di San Secondo, (insegnanti Maria Raffaini, Rossella Pincolini, Angelo Calzarano e Maria Marano).

Si è voluto valorizzare il telo di lino che, nella produzione del Parmigiano Reggiano, da secoli viene impiegato per raccogliere la cagliata, con tutti i significati simbolici ad esso collegati. Nell’installazione il telo abbraccia un’enorme forma di Parmigiano Reggiano, che i ragazzi hanno creato con le loro stesse mani e con grande entusiasmo e, infine, lo stesso telo diventa parte di un exhibit interattivo che illustra in modo ludico il fenomeno chimico-fisico della formazione della cagliata.

Scheda installazione 2

Così hanno riportato sul progetto, Roberta Mazzoni e Rosita Cacciali, che hanno partecipato al Gruppo di Lavoro in rappresentanza dei due Musei.

In un periodo in cui le scuole hanno sempre più difficoltà ad organizzare uscite e visite didattiche, risulta di fondamentale importanza che i piccoli Musei di provincia, vicini geograficamente agli istituti scolastici, possano costituire validi supporti per percorsi didattici aperti.
Non è probabilmente sufficiente, e sicuramente non così efficace, offrire alle scuole “pacchetti” preconfezionati con attività pensate solo per illustrare il museo e ciò che contiene. E non lo è particolarmente per le scuole dello stesso territorio con le quali si può creare un rapporto davvero diverso e più produttivo. Così si sono mossi i due Musei che hanno partecipato al progetto: il Museo del “Mondo piccolo” e quello del “Parmigiano Reggiano”, che hanno cercato di svincolarsi dalla loro caratteristica di contenitori per diventare parte attiva di percorsi svolti dai ragazzi, fornendo loro ispirazione e supporto. I due Musei sono diventati un luogo non più da visitare, ma uno strumento attraverso il quale si può conoscere, in maniera più approfondita, il proprio territorio. Ogni angolo del Museo è diventato uno stimolo alla ricerca dei ragazzi e, nello stesso momento, il Museo è diventato il punto di riferimento per ciò che i ragazzi trovavano fuori o sui loro banchi di scuola. Dire che il Museo stesso ha preso vita con le installazioni realizzate dalle classi a fine progetto sarebbe del tutto riduttivo. Il Museo ha preso vita soprattutto durante il progetto: quando le scolaresche hanno visitato e toccato con mano ciò che c’era all’interno del Museo; quando il Museo è andato a scuola presentandosi come un patrimonio della comunità; nelle giornate di presentazione del progetto, prima a Fontanelle poi a Soragna, quando bambini, genitori e insegnanti si sono incontrati per mostrare i risultati del percorso. E continua a vivere in quelle famiglie che tornano a vedere ciò che i propri figli hanno creato e in quei visitatori che si incuriosiscono con le realizzazioni dei ragazzi e, in questo modo, riscoprono un paesaggio più ampio della nostra Bassa”.

 

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