La Topolino che voleva andare al mare

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Storia scritta a più mani da:

Diana, Agata, Marco, Rebecca R., Aurora, Adua, Rebecca F., Diego S., Laura, Mattia, Federico, Diego C.

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La Topolino aveva un bello spazio tutto per sé, in fondo al Museo del Pomodoro. Tutta pulita e lucida, tirata a specchio, se ne stava solitamente lì, buona buona, con il suo bel Tubettone di salsa in testa. Aspettava tutta orgogliosa i visitatori del Museo per farsi fotografare insieme a loro. Ma da un po’ di tempo era diventata molto irrequieta. Continuava a pensare a quando, non ancora considerata un cimelio da museo, scorrazzava su e giù per le vie delle città. “Quanta gente che c’era! E tutti che si voltavano a guardarmi! Qui, quest’anno, non si vede nessuno! Perché mai dovrei rimanere qui tutta sola soletta, mentre fuori la primavera impazza?” si chiedeva. Fu così che una bella mattina di sole, mentre il custode aveva spalancato l’uscita di sicurezza per far prendere aria al locale, ingranò la prima, fece una rapida manovra e scappò dal museo a tutto gas! “Tieniti stretto Tubettone! Questa volta ce ne andiamo al mare!” esclamò ridendo mentre imboccava la strada a gran velocità…

si immette a tutta velocità su Via Spezia e prende la volta del mare. Le avevano parlato molto bene della riviera ligure, ma il viaggio partiva già in salita! Una pattuglia dei carabinieri le stava facendo segno di accostare… e non era ancora arrivata al casello dell’autostrada…

allora pensa come ingannarli con una ”frottola” e dice tra se e se … “se mi fermo, il mare quando lo vedrò? … magari tra 2 anni e anche più … quindi gli dico che devo trovare le mie cugine che non vedo da tempo, o che devo lavorare. Forse è meglio la seconda, … bene userò questa”, allora saluta i carabinieri e loro le chiedono cosa ci fa li e risponde che deve lavorare. La lasciano passare, arriva al casello e via parte in autostrada a tutta velocità con il tettuccio aperto e il vento in faccia le sembra di volare la sensazione è bellissima …

In autostrada non incontra nessuno “Ma che strano! Ma dove saranno tutti? Saranno tutti già al mare a fare il bagno?” E così va ancora più forte. Il tubetto sopra al tetto ha quasi paura di volar via ad ogni curva. Ma si tiene stretto stretto e non vola via.

La Topolino incontra un problema: è finita la benzina! Allora va dal benzinaio lì vicino e chiede se le fa il pieno; il benzinaio sorride e si avvicina al serbatoio… ma c’è un problema: il tubo della pompa è troppo grande!! Allora la Topolino chiede al benzinaio se per caso c’è l’infermeria nel locale; l’uomo annuisce così la Topolino prende una grossa siringa, la riempie di benzina che poi inietta nel serbatoio … finalmente può riprendere il suo viaggio verso il mare! Lungo la strada trova un amico di nome Loki, un grande cane nero con un’aria stupita e sconcertata, che continuamente si chiede “Ma perché, in questo periodo, sono gli umani a portare la museruola?” … La Topolino non sa cosa rispondergli…

Fortunatamente arriva un gatto bianco e nero, di nome Tom, che si presenta come un grande esperto perché vivendo in casa i suoi umani gli avevano spiegato tutto e così lo raccontava a tutti quelli che incontrava. Tom inizia a raccontare:”- Devi sapere, cara Topolino, che in una città lontana le persone avevano iniziato ad ammalarsi in un modo strano e il governo aveva deciso di chiudere tutto: bar, ristoranti, negozi, … e tutte le persone dovevano stare in casa. Potevano uscire solo per fare la spesa o il lavoro, a patto però che mantenessero la distanza di un metro e si mettessero la “museruola”-.

Questo è Tom

Ecco spiegati i tanti misteri di quella gita! Ecco perché non c’era nessuno in autostrada e perché tutte le persone, in quel periodo, si erano messi ad andare in giro con la museruola! “Grazie Tom” disse la Topolino “Unisciti a noi. Stiamo andando al mare!” E così l’allegra brigata e cioè la Topolino, Tubettone, Loki e Tom si rimisero in marcia… Ormai erano quasi arrivati!!

Ma Loki e Tom non avevano mai visto Parma. La Topolino allora, prima di partire per il mare, ha voluto rivedere la sua bellissima città: Parma. È andata in Piazza Garibaldi, poi è andata in Piazza Duomo e al Battistero; poi nel parco della Cittadella a sgranchirsi un po’ le ruote e a salutare i ragazzi e le ragazze di Parma che stavano facendo ginnastica, infine nel lago del Parco Ducale per rinfrescarsi. Così la Topolino insieme ai suoi amici salutarono la loro città e si rimisero in autostrada per andare al mare.

Presero l’autostrada per andare in Puglia e si misero a viaggiare per molto tempo. Ormai stanchi di viaggiare fecero una sosta e topolino si accorse che erano arrivati al mare! Li incontrarono tanti amici e si divertirono un mondo!

Loro sono andati qui

Nel frattempo, ancora a Parma, c’era un bambino che si chiamava Gianmarco e che non voleva andare a scuola. Allora si nascose nella macchina dei genitori. Dopo un po’ pensò che la macchina stesse andando alzò la testa per guardare fuori dal finestrino, vide dei grattacieli giganti poi vide che non c’era nessuno e si fece prendere dal panico allora si buttò dalla macchina e scoprì che la macchina era ancora nel giardino e quei grattacieli erano solo un cartellone che guardato da quella prospettiva sembravano esserci davvero dei grattacieli. Poi dopo i suoi genitori lo sgridarono e lo misero in punizione perché lo stavano cercando da due ore e gli tolsero tutti i suoi videogiochi e non lo fecero più andare al parco con i suoi amici per un mese.

In Puglia l’allegra compagnia si divertì un mondo con dei nuovi amici. Fecero il bagno, i castelli di sabbia, presero il sole… La Topolino era tutta impolverata che neanche si riconosceva. Ma poi venne anche l’ora di pensare al ritorno…

… E così, anche se non avevano voglia di andarsene da quel bellissimo posto, iniziarono a preparare le valigie e a godersi gli ultimi giorni.
quando arrivò il momento di andare via, tutti erano tristi, ma anche contenti della vacanza che avevano passato e si misero in viaggio.
Durante il viaggio la Topolino iniziò a sentirsi un po’ male: non aveva idea di cosa aveva, sembrava un’ influenza, ma iniziava anche ad alzarsi la temperatura corporea e ad avere un po’ di tosse.
Così i loro amici la portarono in ospedale aspettando sue notizie e quando arrivarono i medici diedero una brutta notizia: la Topolino aveva preso l’infezione da cui tutti gli umani si proteggevano: IL CORONAVIRUS!
La Topolino e i suoi amici erano scioccati e…

però subito gli dissero “Non ti preoccupare ci pensiamo noi a salvarti!”
Corsero dal medico e gli chiesero: “Possiamo aiutarti a trovare una cura?”
Il medico rispose “Si certo! Vi lascio il mio laboratorio, mettetevi al lavoro ma prima indossate tutte le protezioni.”
Dopo 5 giorni di duro lavoro trovarono la “Pomo-medicina” per la Topolino e corsero dal medico a portargli una grossa siringa e …

… e quando fecero la puntura alla Topolino, essa guarì subito!!
Tutti fecero festa e proseguirono il viaggio del ritorno.
Ma nel bel mezzo del viaggio ad un tratto a Tom iniziò a girare la testa e Loki si spaventò e capì che Tom aveva preso la febbre anche lui!!
Così si fermarono in un altro ospedale e Loki ricostruì la “Pomo-medicina” …

… ma i proprietari del museo la inseguirono. Dopo un po’ di strada la Topolino finì la benzina, e il proprietario riuscì a raggiungerla. Le chiese come mai stesse scappando e la macchina rispose che era stufa di stare ferma al museo e voleva fare un giretto al mare. Allora il proprietario decise di salire anche lui e insieme andarono verso il mare per una giornata di divertimento.

Alla fine, tutti erano guariti e si erano divertiti. La Topolino capì che era giunto il momento di rientrare al Museo. Salutò tutti e con Tubettone, ormai sfinito, rientrò a Giarola. La porta del Museo era spalancata e la Topolino si infilò adagio adagio, rimettendosi in fondo al Museo, nel suo solito posto. E spense il motore.
Passò dopo pochi minuti il custode che guardò la Topolino e disse “Ma guarda, questa Topolino come si è impolverata a forza di stare chiusa qui dentro. Domani verrò a pulirla per bene perché così è proprio indecente!”. La Topolino e Tubettone si guardarono e si sorrisero con complicità. Il custode non si era accorto di nulla. Ma si sa, a volte i grandi hanno tanti pensieri per la testa che neanche si accorgono di quello che hanno -o non hanno- davanti al loro naso!