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Museo d’Arte Olearia

Rivive a San Secondo l’antica arte olearia nel Museo Agorà Orsi Coppini

In una zona da sempre vocata all’agroalimentare, il Podere Fieniletto e un casello ottocentesco per la produzione del Parmigiano Reggiano sono stati trasformati per accogliere un percorso dedicato all’olivo, albero sacro in tutte le civiltà, simbolo di pace e dialogo, fonte di sostentamento, sapore, cura del corpo e dello spirito, luce.

Antichi documenti d’archivio testimoniano che l’olivo era coltivato nel Parmense – dove ancor oggi permangono alcune piante superstiti – fin dal XII secolo. La famiglia Orsi Coppini, che porta nel cuore la passione per l’olio d’oliva, ha voluto dedicare a questo straordinario alimento un luogo specifico per poterlo meglio conoscere e apprezzare.

All’interno del Museo si articolano tre spazi:

  • Spazio Anita: dedicato alla storia dell’olio e ai sistemi di produzione più antichi di tipo meccanico. Al suo interno è possibile ammirare un torchio o “strettojo” a una vite del tipo “alla genovese” e una pressa a leva e a vite in legno.
  • Spazio Americodedicato agli strumenti di produzione idraulici. Quest’ala del Museo ospita un Frantoio a due macelli (pietre molari) con gramola-dosatore risalente agli anni ’50, un torchio o pressa idraulica, un torchio in ferro, un torchio o pressa idraulica a quattro colonne, una pompa idraulica e due separatori meccanici.
  • Angolo di lettura: uno spazio nel verde nel quale è possibile soffermarsi ad ammirare un Frantoio in pietra a due macelli (pietre molari).

Sala convegni

Inoltre all’interno della struttura una sala convegni con circa 100 posti a sedere, dotata delle migliori tecnologie audio-video e di ogni possibilità di registrazione, trasmissione, interattività online e videoconferenze, offre un servizio d’eccellenza e d’avanguardia per convegni, seminari, conferenze, corsi di cucina in un ambiente particolare di straordinaria bellezza, naturale ma allo stesso tempo dotato di ogni comfort, servizi e tecnologia.

L’Agorà tra gli ulivi

LAgorà è un teatro all’aperto in un parco naturale costellato di ulivi secolari, unico nel suo genere, in un comprensorio davvero vasto, attrezzato con le più moderne tecnologie e servizi, per concerti, spettacoli ed eventi anche di altissimo livello. Può ospitare fino a 500 persone a sedere su tre livelli di gradoni.

Storia

Il museo Agorà Orsi Coppini nasce grazie alla passione per l’olivo di Anita e Americo Coppini, oliandoli fondatori dal 1946, che continua a vivere oggi, dopo tre generazioni, nel cuore della famiglia Coppini.

Americo con la moglie Anita, figli della Food Valley e formati con la creatività e l’intraprendenza di chi deve inventarsi come guadagnare il pane con la terra e il lavoro delle proprie mani, da mastro casaro si misura con una nuova sfida: riportare l’extravergine nella provincia di Parma. Quella dell’oliandolo è stata per Americo una vocazione. Lo chiamavano “il missionario dell’olio” quando viaggiava con la sua bicicletta e degli assaggi di olio per fare conoscere il vero extravergine, insegnando la degustazione.

Americo e Anita avevano già capito, in netto anticipo sui tempi, l’importanza della cultura nell’enogastronomia; “la conoscenza prima di tutto” per poter apprezzare le caratteristiche di un prodotto. Da questo amore e da questi insegnamenti la famiglia Coppini ha deciso di creare il museo Agorà dedicandolo proprio ad Americo e Anita, oliandoli fondatori.

Intorno all’olivo

“Conoscere per amare”, così nasce l’idea della famiglia Coppini, le cui radici sono profondamente ramificate nel terreno della Food Valley. Ecco perché è nato qui il Centro culturale dell’olio e dell’olivo, per diffondere la conoscenza di un prodotto e di un mondo che è arte, Arte Olearia appunto, la cui aura illumina la storia, dalla mitologia più antica fino ai nostri giorni.

Il museo Agorà Orsi Coppini, Arca della Cultura, che comprende il Museo dell’Arte Olearia e l’Agorà tra gli ulivi, è stato voluto e creato dalla famiglia Coppini al fine di:

  • veicolare la cultura dell’olivo: i popoli del Mediterraneo hanno acquisito la civiltà anche grazie all’olio; l’Italia è un Paese fondato sull’olio: il simbolo stesso della Repubblica Italiana è un ramo d’ulivo e diverse religioni hanno basato sull’olivo e sull’olio la loro forza espressiva;
  • rappresentare un percorso emozionale in cui l’extravergine diventa logos, immagine, artigianato, cultura che si può assaporare, che traduce in esperienza diretta un sapere di generazioni, un laboratorio di incontri intriso di natura e di vita;
  • riportare la cultura dell’olivo nel Parmense;
  • condividere con i visitatori del Museo l’arte di estrarre l’olio d’oliva, oggi riscoperto, extravergine e certificato, non solo per arricchire le sfumature del gusto, ma anche come pilastro della dieta mediterranea;
  • accorciare la distanza tra produttore e consumatore, tra il frantoio e la nostra tavola accompagnando i visitatori del Museo in quel percorso magico che permette di imprigionare in una bottiglia l’essenza, estratta rigorosamente a freddo, dell’olivo;
  • essere un luogo in cui condividere con gli estimatori dell’extravergine l’amore per la bellezza, l’arte e la cultura; un laboratorio di incontri, per conoscere sempre più e sempre meglio gli estimatori dell’extravergine al t.o.p. (tracciabilità origine prodotto). Un luogo di condivisione, quindi, ma anche una fucina di idee per la lotta alla mediocrità e sofisticazione alimentare, un palcoscenico da cui lanciare proposte nuove o nuovi eventi che possano nutrire la mente e lo spirito.


Ecco ciò che si può trovare in questo spazio privilegiato e davvero unico!

Podere Fieniletto, Via Bruno Ferrari, 3 – 43017 San Secondo Parmense (PR)
www.museorsicoppini.it

È possibile visitare il museo solo su prenotazione, telefonando dal lunedì al venerdì dalle 10,00 alle 17,00 al numero 0521/877617 o scrivendo una e-mail all’indirizzo cecilia.bergamaschi@coppini.it

Per le scuole il museo organizza degustazioni, percorsi tematici e di educazione alimentare da concordare con gli insegnanti, in continuità con il piano didattico nel corso dell’anno.
Per informazioni inviare una e-mail all’indirizzo cecilia.bergamaschi@coppini.it