Da Soragna a Busseto – I pascoli del Parmigiano

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Description

La pianura parmense delimitata a nord dal Po e a sud dalla Via Emilia, dov’è ancora ben riconoscibile l’antica centuriazione romana, è disegnata da corsi d’acqua: argini, fossi, canali. Proprio l’acqua, richiamata anche nei toponimi, ha condizionato per secoli l’esistenza degli insediamenti, la suddivisione dei campi e la disposizione dei coltivi, ed è servita sia come via di comunicazione che di difesa.

La presenza di una forte nobiltà terriera, fin dal periodo comunale, ha creato le condizioni per il crearsi di feudi autonomi e questa terra è ancora oggi caratterizzata da grandi abitati compatti dall’impianto fortificato e da dimore che sono state sede delle più ricche corti signorili del Parmense. Anche l’agricoltura, strettamente legata alla zootecnia e all’industria alimentare, con campi a cereali e foraggi, intervallati, dalla rivoluzione agronomica del Settecento, da filari di gelsi e olmi maritati alle viti, ha lasciato un segno sull’organizzazione del territorio e nel paesaggio, ancora oggi punteggiato da numerose case coloniche, dai complessi agricoli di derivazione lombarda alla classica casa rurale parmense, contraddistinta dal portico e dalla “porta morta”.

SORAGNA

Importante centro agricolo, le cui origini sono già documentate nel 712 in un diploma di Liutprando, Soragna divenne, dal 1198, proprietà della famiglia Lupi, che nel 1347 ebbe da Carlo IV l’investitura feudale sul territorio, governandolo fino alle soppressioni napoleoniche. Nel 1530 i marchesi Lupi unirono il proprio nome a quello dei cremonesi Meli e ottennero, nel 1709, il titolo di principi del Sacro Romano Impero.
Il nucleo più antico del paese, composto da edifici databili al XVII secolo e disposti a corona intorno al “voltone” centrale, è dominato dalla Rocca, magnificamente conservata. Il maniero, a pianta quadrata con quattro torri angolari e una al centro della facciata, è circondato da un ampio fossato a sud e a est. Costruito intorno al 1385 dai marchesi Bonifacio e Antonio Lupi su licenza del duca Gian Galeazzo Visconti, trasformato in sontuosa dimora alla fine del Seicento e ulteriormente modificato nel XVIII secolo, appartiene ancora oggi alla famiglia dei suoi fondatori.
Un ponte in muratura – che nel XVII secolo ha sostituito quello levatoio – introduce nel cortile porticato della Rocca. Al pianterreno, si apre il Salone degli stucchi con affreschi di Ferdinando e Francesco Galli Bibiena, realizzati nel 1696, e la sontuosa Galleria dei poeti, edificata nel 1792 e ornata da busti e affreschi. Al piano superiore, si snodano tre Gallerie decorate dai Bibiena, con affreschi che illustrano le imprese della famiglia Meli Lupi, dalle quali si accede all’appartamento nobile, arredato con mobili originari del Seicento e del Settecento. Come ogni castello che si rispetti, anche questo ha il suo fantasma… È Donna Cenerina, così chiamata per il colore biondo cenere dei capelli che ornano lo spirito di Cassandra Marinoni, uccisa nel 1573 dal cognato Giulio Anguissola per motivi di interesse.
Nei pressi della Rocca sorge la Sinagoga Ebraica, inaugurata nel 1855, in stile neoclassico, con l’attiguo, importante Museo Ebraico “Fausto Levi”, aperto nel 1981, che raccoglie, in sette sezioni, documenti e oggetti sulla Comunità Ebraica del Parmense, dal 1555 alla Seconda Guerra mondiale.
Nell’area della storica tenuta Castellazzi di Soragna, accanto al Museo del Parmigiano Reggiano, sorge il Museo della Civiltà Contadina del noto collezionista Mauro Parizzi: strumenti, utensili, arredi e piccoli oggetti del mondo rurale, databili dal XVIII al XX secolo.

Rocca di Soragna

RONCOLE VERDI

È il paesino in cui il musicista compositore Giuseppe Verdi nacque la sera del 10 ottobre 1813, in una modesta casa dove il padre Carlo gestiva un’osteria e una bottega di generi vari. L’edificio, dichiarato monumento nazionale, è rimasto intatto fino ad oggi ed è caratterizzato da un percorso didattico-museale interattivo e coinvolgente. Nel 1913, primo centenario della nascita del Maestro, nel giardinetto venne posto un busto bronzeo dello scultore Giuseppe Cantù. Legata a Verdi è anche la vicina Chiesa di San Michele, costruita nel XVI-XVII secolo, ma più volte rimaneggiata: all’interno, oltre al fonte battesimale in cui il musicista fu battezzato, è ancora conservato l’organo su cui si esercitava da bambino. Di fianco alla casa natale di Verdi si trova l’edificio, un tempo adibito a ristorante, che ospita il prezioso archivio storico dello scrittore Giovannino Guareschi, nativo di Fontanelle.

Roncole Verdi, La casa natale di Giuseppe Verdi

FIDENZA

Punto di tappa lungo la via Emilia, la romana Fidentia fondata alla fine del II secolo a.C., in epoca medievale divenne Borgo San Donnino perché luogo del martirio del santo che, decapitato nel 293 d.C., secondo la leggenda avrebbe raccolto la propria testa e attraversato il torrente Stirone per scegliere il luogo della propria sepoltura. Dove sarebbe poi sorta, a secoli di distanza, dopo il ritrovamento del santo corpo, il Duomo del XII secolo, arricchito nel XIII dallo straordinario apparato scultoreo di Benedetto Antelami e della sua scuola. Il Duomo, in stile romanico lombardo con influssi provenzali e con due campanili ai lati della facciata, custodisce nella cripta l’urna con le spoglie del santo e divenne, a partire dal Giubileo del 1300, tappa obbligata per i pellegrini che si recavano a Roma lungo la Via Francigena.
Dell’epoca medievale Fidenza conserva anche il Palazzo Comunale, costruito in stile gotico fra il 1270 ed il 1354 (ma la torre fu aggiunta solo nel Cinquecento), la chiesa di Sant’Antonio Abate, del XIII secolo e l’oratorio della Zeppella, che accolse San Francesco.
Nelle vicinanze, a ridosso del casello autostradale della A1, è sorto nel 2003 il Fidenza Village, importante centro della Collezione di Villaggi Chic Outlet Shopping® di Value Retail, realizzato su una superficie di 15.000 mq con architetture ispirate alle opere di Giuseppe Verdi, visitato ogni anno da migliaia di turisti.

Duomo di Fidenza, abside

I Musei del Cibo di Parma
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